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LA MISURA DI TUTTE LE COSE 

(The Measure of all Things),

Marghera 2016

Questa serie di fotografie fa parte di un’indagine che Sambo e Fiorio portano avanti indipendentemente sulla rappresentazione dello spazio abitato e disabitato, pubblico e privato e sul suo rapporto con la quotidianità. La misura di tutte le cose è il risultato di una collaborazione tra i due artisti ed intende relazionarsi direttamente agli spazi di vita e lavoro di Marghera, luogo controverso, dicotomico, portatore di benessere e morte al tempo stesso. La centrale Volpi a quasi cent’anni dalla sua inaugurazione oggi è un enorme mausoleo in cui sono custodite le tracce di un universo di cui si sta discutendo il futuro. Questi oggetti perdendo il loro uso originario trovano un nuovo significato nelle relazioni reciproche, in un processo di costruzione e decostruzione alla base della storia e del tessuto sociale, ricordando l'importanza della diversità e allo stesso tempo della cooperazione.    

The work, created in the outskirts of Venice in May 2016 is looking at some of the workspaces in the Volpi coal power plant in Marghera, a town between the land and the lagoon near Venice. The factory is a controversial place, which brought wealth and death to the area around it.

These piles are made of many abandoned objects found in the building, temporary monuments to daily life.

 

The work was created as part of a commission for the Venice Biennale of Architecture 2016, Padiglione Venezia.

 

MMXXII (or MARXE), Marghera 2016

 

 

 (...) da oltre 80 anni l’ex-area industriale 
e stata recintata e lasciata tornare barena, oggi invasa

da una flora e fauna straodrinaria. L’accesso via terra, rimane interdetto e sotto costante sicurezza ma il complesso sistema di torri collegate da funicolari e condotti pedonali permette ai visitatori di passeggiare sospesi ed osservare a distanza Cinghiali, Cervi, Volpi, Falchi, Aironi.


  Questo luogo idilliaco sottoterra si trasforma in una sofisticata rete automatizzata di tubature che scende a centinaia di metri in profondita, succhiando incessantemente decenni di scarti tossici su cui l’intera area industriale fu costruita. Armi chimiche a base di cloro e  fosgene, spruzzate nelle trincee durante la prima guerra mondiale sono qui sepolte. Tonnellate di fanghi d’acqua marcia sono pompate, filtrate, e re-introdotte nell’area ogni giorno. Lo scavo e la costruzione sono ancora proibiti e anche l’acqua piovana viene incanalata per evitare che contamini le aree circostanti. 
 

Oggi per la prima volta la marea che un tempo soleva scandire lo scorrere del tempo e dava sollievo alle isole della laguna inondando ciclicamente le sponde di terraferma, sara lasciata nuovamente entrare per la prima volta in decenni, un primo passo nel lungo processo di riconciliazione tra Venezia e le acque.

 

 

(...) for the past 80 years the ex-industrial area was fenced off and left to recover to its original form of saltmarsh. Today it is populated by an incredible flora and fauna. The access via land is still forbidden and under constant surveillance but the complex system of suspended walkways and funicolars allows the visitors to  get across and observe from the distance wild boars, deers, foxes, falcons, airons...


  This idillic place underground reveals an intricate automatised network of pipes reaching hundreds of meters under the surface and unceasingly sucking decades of toxic waste on the top of which the whole industrial plant was built. Chemical weapons such as chlorine and phosgene, used in the trenches during the first world war, are buried here.  Tons of polluted muds and waters are pumped, filtered and re-introduced into the area every day. Digging and Building are still forbidden and even rain water is channeled to prevent the contamination of the surrounding areas.  
 

Today, for the first time in decades the tide, which once used to regulate the passing of time and relieve the islands by flooding the banks of the lagune, will be let in again. A first step in the process of reconciliation between Venice and the waters. 

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